FRIENDS
Ci sono musicisti che hanno scritto bellissime canzoni, e musicisti che hanno contribuito a scrivere una storia.
Carl Perkins appartiene alla seconda categoria.
Quando penso a lui non penso soltanto a Blue Suede Shoes, a Sun Records, a Memphis o al Rockabilly. Penso a un momento preciso della storia della musica americana, quando generi, persone e linguaggi diversi cominciarono a incontrarsi.
Il Country, il Blues, il Rockabilly, il Rock and Roll.
Musiche che fino a poco prima sembravano appartenere a mondi differenti e che, quasi senza accorgersene, cominciarono a parlarsi.
Carl Perkins era lì.
Anni dopo, per caso, incontro il video di CARL PERKINS & FRIENDS, in una mattina grigia (ed è un eufemismo).
Mi strega il medley: That’s Allright Mama, Blue Moon of Kentucky, Night Train to Memphis.
Quello che mi ha poi colpito di più è stata la parola “Friends”.
Perché la storia della musica non è fatta soltanto di grandi solisti. È fatta di incontri, di contaminazioni, di musicisti che si ascoltano, si rubano qualcosa, si influenzano, si accompagnano.
A volte si sfidano.
A volte si sostengono.
E qualche volta, semplicemente, suonano insieme.
È così che nascono le cose nuove.
Intorno a Carl in quel video c’erano artisti di epoche diverse: Eric Clapton, George Harrison, Suzanne Cash, Ringo Starr, Dave Edmunds e altri, anche molto giovani.
Non una band nel senso tradizionale.
Piuttosto, una comunità musicale.
Un gruppo di persone diverse che condivideva qualcosa di molto più importante delle etichette: il piacere e la gioia di suonare insieme in onore di un mito!
E in questo c'è una lezione che va oltre la musica.
Perché anche nelle organizzazioni le cose veramente nuove raramente nascono da una sola persona.
Nascono quando competenze diverse entrano in relazione.
Quando qualcuno porta un'idea e qualcun altro la trasforma.
Quando un talento individuale smette di essere soltanto individuale e diventa parte di qualcosa di più grande.
È quello che mi interessa quando parlo di NOI.
Il solista è importante.
Ma il risultato nasce dalla relazione tra i solisti.
Forse è anche per questo che CARL PERKINS & FRIENDS continua ad affascinarmi: per il mondo di relazioni musicali che vi ha partecipato.
Un mondo nel quale il confine tra protagonista e comprimario poteva cambiare continuamente.
Un mondo nel quale ascoltare era importante quanto suonare.
E nel quale, qualche volta, bastava che le persone giuste si trovassero nello stesso posto, nello stesso momento, con gli strumenti in mano.
E allora succedeva qualcosa: due ore di ritmo puro e contagioso!
Per questo continua ad affascinarmi quel video, anche se è ben lontano dal 4k e ha un aspetto vintage.
La musica non nasce mai davvero da sola.
Nasce dall'incontro.
E qualche volta, dall'incontro di alcuni amici, nasce una storia che continua a suonare molto tempo dopo che loro hanno smesso di farlo.